01.10.08
Chiude lo zuccherificio di Jesi
Di solito non faccio post di questo tipo e forse non sono neanche così brava a farli, ma quaesta volta non potevo proprio starmene zitta a vedere risolvere, se così si può dire, una questione di questa portata.
Te ne stai un attimo in pausa girovagando nella rete informandoti sull’accaduto quotidiano, quando ti imbatti in un titolo del genere, così senza nessun preavviso, non sei preaparato a una notizia di queste proporzioni, quasi non ci credi anche perché sapevi che da poco era stato fatto un accordo perché lo zuccherificio restasse aperto almeno fino al 2010, devi rileggere almeno un paio di volte quelle lettere a caratteri cubitali sul quotidiano locale e pensi che, per quanto è soprannominato il “bugiardone”, non può essersi inventato una notizia così. E resti per un po’ seduto sulla tua sedia e quando finalmente riesci a capire veramente il significato di quello che hai appena letto, comunichi agli altri increduli quanto te quello che hai scoperto e la disapprovazione e lo sgomento diventano generali.
Ora, lo zuccherificio è un’istituzione da queste parti, c’è sempre stato e ha mandato avanti almeno due generazioni di famiglie se non tre, c’era già quando mia nonna era piccola, da sempre è stato la manna dal cielo per gli studenti e precari che facendo la campagna potevano tirare su un po’ di soldini per andare avanti, è stato teatro di storie che sono diventate leggende, ci andavano in gita i bambini delle elementari -io ci sono andata- che capivano così che lo zucchero non nasce nelle bustine e nei pacchetti di carta, ha permesso a molte famiglie di nascere perché c’era la sicurezza di un posto di lavoro sia nello stablimento sia come azienda collegata come i produttori di barbabietole, era il calendario lcale perché sapevi che stava per finire l’estate dall’odore inconfondibile dovuto alla campagna. Apparte i vari sentimentalismi e la nostalgia che magari può trasparire sono veramente sdegnata, scioccata e anche preoccupata da questa decisione, cosa faranno ora tutte le persone che lavoravano per lo zuccherificio? E a chi mancava poco per la pensione, ora che farà, quale azienda sarà disposto a prenderlo per pochi anni? LORO dicono che le pesone verranno ricollocate e forse quasi quasi ci credo, ma tutti gli indotti, gli agricoltori?, quelli si che vanno a spasso. E tutto questo per cosa?? SOLDI, SOLDI, SOLDI, la bramosia di fare sempre più soldi non guarda in faccia a niente e nessuno, il capo generale degli zuccherifici ha stabilito che facendo lo zucchero fuori dall’Italia si guadagna di più, allora mi chiedo: perché ne sono rimasti ancora due? Magari perché hanno qualcuno potente che li protegge e si oppone? Perché a chi ha soldi viene concesso e perdonato tutto facedolo così diventare possessore di ancora più soldi e a chi non ha niente o quasi niente non viene concessa neanche la possibilità di parlare e capire? E’ rimasta solo la possibilità di protestare ma sembra di essere nella storia dei tre porcellini quando il lupo vuole buttare giù con un soffio la casa di mattoni. O si entra per il camino o non si riesce proprio a fare niente. Spero che qualcuno riesca a entrare in questo camino e sfasciare la casa dei tre porcellini una volta per tutte, spero ma non ci credo…
Nonna dice: “leva l’interesse che il mondo è giusto”.
Le nonne hanno sempre ragione.
…Il mio nome è mai più, mai più, mai più…

