03.31.08

Lentamente muore

Pubblicato su Quello che mi va di dire a 2:20 pm di Principessa

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Pablo Neruda

03.25.08

Non ho parole….

Pubblicato su Ingiustizie nel mondo a 4:28 pm di Principessa

Cito:

Anche il nazi suona il rock

di Gigi Riva

Inneggiano alla violenza. Attaccano gli immigrati, la polizia, ‘la cancrena sionista’… Sono l’estrema destra della musica. Un dvd racconta band e testi


La nostra “è legittima offesa”, grida Gigi dalla testa rasata dentro il microfono. E tanto per essere più esplicito: “Il vostro sangue mi disseta”, proclama prima che parta un giro duro di chitarra. Se qualcuno li conosce “deve averle di sicuro prese” perché sono “gli squadristi della curva bolognese”. La curva non è un oggetto immobile ma frana “sulla polizia italiana, su quei figli di puttana”. Circolano parole dure come pallottole nei refrain delle canzoni dei gruppi più arrabbiati della destra nazifascista e, sotto il palco, ballano a braccio teso nel saluto romano frotte di ragazzi corpulenti di mimetica vestiti. Ragazzi che si inebriano se Emanuele Tesauro, voce degli Hobbit scandisce: “Ma io ho il cuore nero e sputo in faccia al mondo intero”. Un paroliere senza troppa fantasia ha infarcito i testi di “Me ne frego”, che sarebbe poi un richiamo a Benito. Loro lo chiamano rock identitario e nazionalista, corrente a cui si ascrivono una ventina di band che fanno “musica alternativa, quella che non trova spazio sui canali ufficiali”. E ci mancherebbe.Claudio Lazzaro ha seguito e filmato questi gruppi per il suo ‘Nazirock’, dvd più libro di 160 pagine (‘Ho il cuore nero’, a cura di Mario Capello, prefazione di Furio Colombo, Feltrinelli) in libreria dal 3 aprile a 14,9 euro. Se voleva choccare, c’è riuscito. I concerti sono spesso l’accompagnamento di raduni dove l’ideologia è il motivo. Raduni di Forza Nuova, naturalmente, col suo leader Roberto Fiore, ora candidato premier, che arringa sui motivi che l’hanno spinto a lottare “per uccidere il male”, lui che per le sue idee è stato costretto all’estero con l’accusa di banda armata. Si presenta con Udo Voigt, segretario della Npd tedesca, o con altri camerati come il rumeno Jon Geblescu, coi più duri fra gli spagnoli. Tutta gente che saprebbe come ripulire l’Europa e ridarle la fierezza e la dignità dopo la perdita di valori e l’immigrazione. E parte la chitarra: “Vecchio Continente, sei rimasto solo, l’ultimo guerriero ha spiccato il volo”. Senza audaci si finirebbe male, ma il ritornello lancia la speranza perché “c’è chi lotta, c’è chi lotta”. La corrispondenza tra pensieri e parole è totale. Se un tale Agostino Sanfratello della Lega cristiana definisce “la cancrena sionista incomparabilmente più grave del jihad islamico”, gli fanno eco i Contea con la loro ‘Mai più Shalom’.Gli ebrei, solito bersaglio. Il camerata Nassib Wehbe della Falange libanese è un ospite di riguardo. Sui banchi che accompagnano le kermesse trova un posto d’onore ‘Auschwitz, fine di una leggenda’ di Carlo Mattogno. E Maurizio Rossi, edizioni AR, rivendica la necessità del revisionismo. Succede allora che un ragazzo da concerto finito dietro la telecamera, all’obiezione su Hitler e i campi di sterminio dica: “Ha fatto qualcosa di male però i numeri sono alzati”. Alzati di quanto? “Boh”. Tre milioni uccisi nei lager? “Meno meno”. Meno quanto? “Facciamo uno, ecco un milione”.

Gigi, Gigi e basta, leader dei Legittima offesa (nome del gruppo e nome della sua hit) usa il suo carisma per valutare la storia: “Il 70 per cento delle cose tramandate sono cazzate, del resto sono i vincitori che scrivono”. Un ritornello scritto di suo pugno fa: “Professore scelgo io gli esempi da seguire, giornalista la tua penna stilo lo so io dove te la infilo… nel culo”. Si commuove ricordando la fortuna, tra i camerati, del disco ‘Onore e gloria’ per Salò. I repubblichini sarebbero “eroi a livello mondiale se si fossero messi al servizio di qualunque altro regime”.Lazzaro stima in mezzo milione i voti che finiscono alle liste neofasciste. Loro si fanno forti di numeri ancora più rotondi: “Se in 600 mila ducisti vanno tutti gli anni sulla tomba di Predappio…”. Accolgono come eroi Luigi Ciavardini (condannato per la strage di Bologna) o Andrea Insabato, quello della bomba alla sede del ‘Manifesto’. Per la dottrina, dove non arrivano le parole, ecco i motivi delle canzoni. Sfilano dietro uno striscione che recita: ‘Più nazifascismo’. Stanno insomma alla luce del sole. E sì che in Italia ci sarebbe una legge.

(20 marzo 2008).

03.24.08

Ponte di Pasqua

Pubblicato su Quello che mi va di dire a 9:01 pm di Principessa

In verità più che il poonte di Pasqua sono sembrate le vacanze di Natale, visto come è stato il tempo. Cmq questo non ha certo fermato i programmi che ci si era fatti un po’ di giorni fa quando nessuno e niente faceva pensare che la sarebbe stato un tempo da lupi. Poco male, a me la neve piace e perciò non mi lamento, ora ho la carica giusta per ricominciare a lavorare, studiare, lavorare, ecc… fortuna che si comincia da martedi!
Buona Pasqua a tutti!

03.13.08

Bruno Vespa saluta “con affetto” Clemente Mastella

Pubblicato su Ingiustizie nel mondo tagged a 1:21 am di Principessa

Scusate se vi ho fatto vomitare.

Confusione…..

Pubblicato su Ingiustizie nel mondo tagged , , a 12:53 am di Principessa

Quanti significati ha questa parola… eppure forse è quella che meglio esprime la situazione attuale, lo stato di fatto, la realtà che ci circonda. Ne sono successe veramente tante e il nostro bellissimo sistema di informazione :-| ogni volta riusciva a centrare in pieno l’argomento di cui discutere davanti a un piatto di pasta che inesorabilmente finiva per andarti di traverso spesso per l’inutilità della notizia che per la sua gravità: la vicenda di Mastella che ha portato alla caduta del governo per cui alcuni hanno riso altri hanno pianto altri ancora andavano in giro dicendo che l’avevano sempre saputo che sarebbe successo era solo questione di tempo, le primarie per i democratici negli USA che sia che vince Obama sia che vince Hilary ci sarà comunque un cambiamento, il processo dell’anno sulla strage di Erba pubblicizzato più dei film che è diventato uno degli argomenti di discussione dei bar al pari del calcio della politica e del tempo, il festival di Sanremo che si è vero si sapeva che sarebbe stato un flop ma comunque è stato fatto, la riapertura della casa del Grande Fratello che anche quest’anno ha stupito con personaggi ad effetto, il ritrovamento di quei due bambini per cui abbiamo pianto e ci siamo tutti angosciati, la vicenda di Carla Bruni e Sarcozy che quasi è diventato un cruccio personale sapere sa lei è incinta o no e se si sono sposati e se sì dove e quando, i rifiuti di Napoli che nessuno vuole ma che tutti hanno prodotto. Ogni volta il telegiornale riesce a centrare la notizia giusta per farti andare di traverso quello che stai mangiando. Ma la colpa non è solo dei telegiornali, no, è anche la nostra che continuiamo a guardarli pensando ingenuamente che quello che sentiamo sia la verità e non il frutto di una censura velata ma costante volta a farci concentrare su alcuni fatti per far passare in secondo piano cose più importanti. Di cosa parlo? Oh bè qui potrei parlare per ore…. Iniziamo con le notizie non dette o dette a metà come le leggi ad personam fatte dai governi, il grado di corruzione che c’è nella pubblica amministrazione, il fatto che in parlamento ci sono state e ci sono ancora persone con processi aperti per mafia, corruzione, vilipendio alla bandiera italiana, falso in bilancio e molte di queste sono state ministri e capi di governo, che persone che vogliono separare l’Italia si stanno candidando per governarla, che in Campania ci sono terreni avvelenati con la diossina che nessuno provede a bonificare perché i soldi che vengono destinati un po’ per volta se li prendono i vari funzionari e intanto le persone muoiono, che ci sono discriminazioni di sesso e razza in ogni posto di lavoro, che gli appalti dei lavori pubblici non vengono vinti per merito ma se ci sono le conoscenze giuste… e potrei continuare per molte e molte righe ancora; ma non sono solo le notizie “brutte” a non essere dette, non viene dato spazio anche a notizie positive perché non fanno audience, non bucano lo schermo. Non tutto è da buttare però, cercando di salvare il salvabile, in realtà queste informazioni le ho sapute proprio dalla tv, ma il prezzo da pagare è rimanere svegli fino a tardi, oppure non andare a lavoro per guardare la tv alla mattina. Con questo stratagemma nessuno può dire che la tv non dice le cose, solo che le relega a un pubblico che si informa e ha la costanza di seguire il cambio dei palinsesti e forse queste cose le sa già. E questo crea una gran confusione nell’italiano medio perché anche lui si è accorto che ci sono cose che non vanno però non riesce a capire chi sono i responsabili del suo malessere e perciò si affida alla tv in totale buona fede e la tv gli dice le notizie che lo colpiscono così non ha modo di pensare ad altro. Vorrei però spezzare una lancia a favore dell’italiano medio perché questo non è del tutto colpa sua. Dopo che lavora 10 ora al giorno e torna a casa stanco e magari deve anche prepararsi la cena potrebbe si non guardare i tg ma lo capisco se non ha voglia di spulciare i palinsesti della sera e guarda ciò che gli viene propinato senza farsi il minimo problema se ci può essere qualcosa di non detto. E la confusione sale perché indotta dalla spirale di cose non dette che aumentano e ci stringono in una morsa sempre più stretta.
Bene è un po’ che deliro, ma questa riflessione la volevo proprio condividere. Io per prima sono sempre più confusa e le cose non dette mi fanno paura perché non si sa mai fino a che punto sono vere e gravi.
Informiamoci, ognuno come può, sono le piccole gocce che formano il mare.